Don Gian Paolo Sambri, Parroco di SanFra!

 

 

 

1)Don Paolo, le piace essere sacerdote?

Certamente,consultando me stesso non ho dubbi. Spero che neppure ci siano dubbi in coloro che mi conoscono.

2)Lei da piccolo faceva il chierichetto?

Sì, ho cominciato a farlo all'età di 8 anni a Lavagna in Liguria.

3)Come è stato chiamato da Dio?

La chiamata di Dio non avviene in un momento solo. É il frutto di tanti incontri, di tanta preghiera.

4)Ha risposto immediatamente alla chiamata di Dio?

Fin da piccolo in famiglia e nella comunità cristiana ho avuto occasione di appassionarmi all'idea di farmi prete. Una volta entrato in seminario ho collaborato, come mi era possibile, all'opera di discernimento della mia vocazione fino a poter ricevere conferma che quella era la mia strada.

5)Per lei Don Paolo il sacerdozio ha significato l'abbandono di una vita o abbandonarsi ad un disegno supremo di vita?

Non ho perduto la vita proprio abbandonandomi al disegno che il Signore aveva su di me.

6)Ha rimpianti della sua adolescenza?

No, è stata un' adolescenza piena di allegria e di soddisfazioni anche se qualche difficoltà l'ho incontrata come ogni adolescente.

7)Che consiglio darebbe ad un giovane che desidera avvicinarsi al sacerdozio?

Di non aver paura né di temere che il cammino al sacerdozio sia più complicato di ogni altro cammino verso una meta d'impegno.

8)Che consiglio darebbe ad un giovane ateo per avvicinarsi al Signore?

Di fermarsi a pensare che cosa desidera nel più profondo di sé stesso per concludere poi, che Dio è una risposta che riempie tutte le attese.

9)Don Paolo lei è uno sportivo?Quale sport segue?

Se sportivo significa come atletici e aspirare a dei traguardi ambiziosi, allora proprio no, ma se sportivo significa praticare in modo semplice qualche attività di movimento o qualche sport allora sì; lo sport che più mi piace è la pallavolo.

10)Qual è il suo piatto preferito?

Non saprei perché purtroppo sono di "buona forchetta".

11)Perché i giovani dovrebbero frequentare la parrocchia?

Perché nella parrocchia avrebbero occasioni splendide per vivere intense relazioni fra di loro e ovviamente fare esperienza di Dio. Forse tanti giovani stanno lontani dalla Chiesa perché non hanno mai sperimentato quanto è bello esserci dentro.

12)Se una persona desidera avvicinarsi attivamente alla parrocchia ha l'opportunità di farlo?Come?

Accettando le povere strutture che ci sono nella prospettiva di potenziarle al massimo.

13)Quali progetti ha per la parrocchia di San Francesco?

Credo che il progetto più ambito sia che ogni parrocchiano, giovane o anziano, sappia mettere i propri talenti a servizio degli altri con rande senso di responsabilità e di collaborazione. Molti scambiano la parrocchia per il parroco, invece una parrocchia è fatta dai parrocchiani. Sono convinto che un unico grande cero faccia meno luce delle piccole candele...

14)In cosa pensa di poter essere aiutato dai suoi parrocchiani?

Anzitutto chiederei che i parrocchiani non desiderassero aiutare me, ma insieme a me, desiderassero aiutarsi reciprocamente. Ringrazio tutti coloro che finora si sono prestati per rendere la parrocchia sempre più un'autentica comunità di fratelli e sogno che la presenza di giovani sia molto più incisiva.

15)Nel futuro è sua intenzione organizzare pellegrinaggi?Sarà disponibile ad accompagnare gruppi?

Ritengo che un pellegrinaggio abbia una grande importanza per mettere in luce la grandezza della meta verso cui si è incamminati, inoltre sia un'ottima occasione per rafforzare le relazioni fra le persone che vi partecipano. Poi ovviamente un pellegrinaggio permette di sperimentare unn cammino di conversione di grande spessore, perciò ritengo che sia opportuno fare dei pellegrinaggi. Mi piacerebbe che qualche parrocchiano, particolarmente dotato di capacità organizzative, lo proponesse.

16)Si può essere apostoli non essendo sacerdoti?

Sicuramente l'apostolato è una vocazione riservata a tutti i battezzati, nessuno escluso. Poi ciascuno dovrà individuare bene in quale vocazione specifica attuare la sua vocazione apostolica.

17)Qual è stata la celebrazione che più l'ha emozionata durante gli anni del suo sacerdozio?

Senz'altro quella dell'ordinazione sacerdotale, quella del venticinquesimo anniversario ancora gli inizi delle diverse esperienze ministeriali. Certamente un posto di grande rilievo ha rivestito l'ingresso nella parrocchia di San Francesco. Infatti i due ingressi in seminario( rispettivamente come vice-rettore e come padre spirituale) furono semplici, allo stesso modo fu molto sobrio quello dell'ingresso alla parrocchia di Marano. L'ingresso in San Francesco, anche se nel contesto austero dei "lavori in corso d'opera" è stato particolarmente carico di affetto da parte dei parrocchiani.

18)Siamo tutti figli di Dio?

Certamente. Non è figlio Dio solo colui che con tutte le forze si oppone a questa ipotesi. C'è poi un sacramento che dà, a chi lo riceve, la certezza di essere figli di Dio: il Battesimo.

19)Siamo noi ad avere Gesù nel cuore o siamo tutti nel cuore di Gesù?

Prima di tutto è Gesù che ci ha nel cuore e perciò ciascuno di noi è nel cuore di Gesù. Dice infatti Gesù nel vangelo:"Rimanete in me e io in voi"