Una delle prime chiese al mondo dedicate a S. Francesco d’Assisi, fu proprio quella di Modena.

Nel 1221, quando S. Francesco era ancora in vita, venne costruita fuori dalla cinta muraria della città in direzione di Baggiovara, in un campo detto “Lentesone”, una chiesa con l’attiguo convento di Frati Minori.

Non si sa a chi fosse dedicata, ma doveva essere di dimensioni molto ridotte, così come il convento che, trovatosi oltretutto in una zona malsana e paludosa, fu trasferito in città nel 1244, nel luogo (detto “Campo dell’Erba) sul quale sorgono l’attuale chiesa e il Seminario metropolitano.

In questa occasione la chiesa venne dedicata al santo d’Assisi, morto da appena diciotto anni.

 

Il Piazzale

La costruzione degli edifici fu travagliata e durò molti anni, tanto che nel 1296 la chiesa non era ancora terminata e nel 1318, si stava ancora lavorando al dormitorio dei frati.

Nei decenni successivi, la chiesa subì alcune modifiche e anche una parziale ricostruzione non ancora terminata nel 1445.

Nel 1501 sia la chiesa che il grazioso campanile furono danneggiati da un violento terremoto, lo stesso che fece crollare parte della Torre Civica e atterrò completamente la chiesa di S. Biagio.

I lavori di ristrutturazione della chiesa iniziarono nel 1535.

Il campanile fu riedificato completamente, ridotto alla forma attuale e sormontato da una guglia abbattuta nei primi anni dell’ottocento perché pericolante.

Alcuni sostengono che esso fosse antecedente all’anno Mille e che fungesse da faro per la città.

In quell’occasione furono inoltre demolite tutte le cappelle laterali che si affacciavano sul piazzale adiacente alla chiesa.

Gli stalli del coro, che prima erano collocati nel presbiterio, furono posti in abside, dietro l’altar maggiore e le pitture che ornavano le colonne, coeve alla chiesa stessa, furono coperte.

L’organo, che prima si trovava sul lato settentrionale, venne spostato nella parete meridionale e rifatto quasi totalmente da Giovanni Cipri, celebre organaro di Ferrara.

Altri lavori furono eseguiti nel corso del Settecento sia alla chiesa che al monastero.

Nel 1774 i frati dovettero abbandonare il convento poiché per volontà ducale, le parrocchie della città furono ridotte a cinque e ad una di esse fu assegnata questa chiesa con il titolo di S. Giorgio in S. Francesco.

 

Deposizione del Begarelli

 

Nel 1798, per ordine del governo napoleonico, la parrocchia fu soppressa e la chiesa adibita ad usi militari.

Fra luglio e agosto di quello stesso anno, i soldati francesi ivi alloggiati, devastarono la chiesa bruciando gli stalli del coro, il pulpito e molti altri arredi.

La chiesa subì un crescente degrado culminato nel 1807, quando ridotta a scuderia, fu distrutto a colpi di martello il magnifico monumento funebre della famiglia Belleardi, plasmato in terracotta da Antonio Begarelli (sec. XVI).

Di questo capolavoro, sono stati recuperati dal sottosuolo più di 440 frammenti nel corso del restauro operato alla chiesa recentissimamente, consultabile QUI.

La chiesa venne adoperata come magazzino, come caserma e perfino come serraglio per le bestie fino al 1826, quando il duca Francesco IV decise di restaurarla affidando l’incarico all’architetto ducale Gusmano Soli.

Il tempio fu completamenti rinnovato: furono rifatte le mense degli altari, le decorazioni in scagliola, i banchi e i confessionali.

L’organo dei fratelli Benedetti di Desenzano, venne collocato su una grande cantoria lignea nella controfacciata, ove tuttora si trova.

Tutti i lavori furono eseguiti cercando di assecondare e imitare l’originario stile architettonico duecentesco.

La chiesa fu riaperta al culto nell’autunno del 1829.

Tra il 1886 e il 1888 l’edificio fu sottoposto ad un nuovo restauro in stile neogotico su progetto di Carlo Barbieri, che le conferì l’aspetto attuale.

Dopo questo intervento, la chiesa fu definitivamente riaperta al culto e consacrata nel 1901.



Fontana


A cura di Davide Zanasi


Bibliografia: Patrizia Belloi, Elis Colombini “Guida di Modena” ed. Colombini - 2003

Enio Golinelli, don Antonio Leonelli “Modena e le sue chiese” ed. Artestampa - 1991