La “Deposizione dalla Croce” di Antonio Begarelli (1499-1565), conservata nella nostra bella chiesa di San Francesco di Modena.

L’artista modenese, allievo del concittadino Guido Mazzoni (1450-1518), realizzò il gruppo scultoreo di tredici figure in terracotta fra il 1530 e il 1531. La materia delle figure è la terracotta, proprio tipica della tradizione emiliana per l'indisponibilità di marmi o pietre adatte, e al contrario per la facile reperibilità dell'argilla. Di questa tecnica, Begarelli (assieme a Mazzoni) è forse tra i massimi esponenti nella tradizione artistica italiana. Il grande gruppo di figure di grandezza al vero costituiscono il capolavoro dell’artista, ammirato dai contemporanei tanto che all'epoca della Repubblica Cispadana il presidente dell'Accademia Luigi Cerretti si meravigliò che i francesi, nella razzia operata da Napoleone nei suoi diversi passaggi e soggiorni a Modena, abbiano risparmiato una tale opera d'arte. Il capolavoro  fu anche una delle opere che probabilmente stupirono Michelangelo di passaggio a Modena, secondo quanto riporta Giorgio Vasari nella biografia del grande toscano: Michelangelo vide di mano di maestro Antonio Bigarino [Begarelli], modanese scultore, che aveva fatto molte figure belle di terracotta, e colorite di colore di marmo, le quali gli parvero una eccellente cosa; e perché quello scultore non sapeva lavorare il marmo, disse: “Se questa terra diventasse marmo, guai alle statue antiche!”. Tratto da (Le Vite di Giorgio Vasari, volume VI, Edizione Giuntina, Vita di Michelagnolo Buonarruoti Fiorentino pittore scultore et architetto).

Un bozzetto per la Deposizione con la Madonna svenuta e tre pie donne si trova oggi al Victoria and Albert Museum di Londra.

 

 

Giuseppe d’Arimatea, Giovanni, Nicodemo e un altro compagno schiodano Gesù dalla Croce:

 

Al centro, la Madonna affranta e le Marie che la confortano; ai lati: a sinistra, San Giovanni Battista e San Girolamo; a destra Sant'Antonio e San Francesco: