Domenica 13 maggio alle ore 18, presso la Chiesa di San Francesco, l’Arcivescovo Abate Mons Erio Castellucci consacrerà Carla Barani, Simona Prandini ed Elena Rocchi  all’Ordo Virginum.

 

 
Di seguito un articolo tratto dalla Gazzetta di Modena del 3 maggio 2018 (clicca per leggere) :


 

MODENA. Diverse per età, professione e percorso di fede, ma uguali nella scelta di donarsi totalmente a Gesù e alla Chiesa.

Domenica 13 maggio nella chiesa di San Francesco Carla Barani, Simona Prandini e Elena Rocchi saranno consacrate nell’Ordo Virginum, nella celebrazione delle 18 presieduta dal vescovo Erio Castellucci.

Tre storie diverse che hanno come comune denominatore la scelta vocazionale di vivere in castità l’amore di Cristo e di servire la Chiesa, senza abbandonare il proprio lavoro né cambiare contesto sociale. Non c’è infatti una regola se non quella scritta da loro stesse e consegnata al vescovo, e il carisma è nell’appartenenza totale a Gesù e alla Chiesa: le consacrate all’Ordo Virginum sono testimoni di Cristo nella quotidianità, quella è la loro missione, quello il loro tratto distintivo. Presente già nelle prime comunità cristiane, come testimoniato dall’evangelista Luca e da san Paolo, l’Ordo Virginum è stato “riscoperto” dal Concilio Vaticano II e oggi conta quasi mille donne tra consacrate e in formazione.

Le consacrate all’Ordo Virginum «vivono uno speciale rapporto di comunione con la Chiesa particolare e universale – si legge in una nota pastorale della CEI – Vedono nella Chiesa particolare la grande famiglia di Dio che vive e opera in quel territorio; nutrono per questa loro madre sentimenti di riconoscenza per la fede ricevuta, per il discernimento e l'accoglienza del loro carisma; fanno proprie le sue fatiche, soffrono per le sue ferite, si rallegrano per le sue gioie».

Una scelta, quella di Carla, Simona e Elena, che sembra fuori dal tempo, ma che nasce da una vocazione, la risposta ad una chiamata a cui non è possibile dire di no.

Delle tre che domenica 13 maggio saranno consacrate Elena è la più giovane, ha 35 anni e lavora al Servizio di pastorale giovanile della diocesi.

 

 

«Passo dopo passo, – spiega la giovane – sono cresciuta nella fede all’ombra del campanile della parrocchia di S. Teresa, dove ho potuto scoprire la gioia che nasce dall’incontro con Gesù Risorto. Conquistata dal suo amore, dopo la laurea magistrale in Pedagogia e alcune esperienze lavorative, sono stata condotta nel grembo della Chiesa locale per essere collaboratrice del Vangelo e della gioia delle nuove generazioni. Nel 2012 ho intrapreso il cammino verso la consacrazione accompagnata dalla paternità del Vescovo Antonio e formandomi presso l’Istituto di Scienze Religiose. Oggi ad un passo dalla cima è bello abbandonarsi all’amore fedele per consegnare la vita nelle mani del Padre e accogliere il dono della consacrazione».

Carla è di S. Faustino, ha 63 anni e da un anno e mezzo è in pensione dal lavoro di educatrice. «Ho conosciuto l’Ordo Virginum quattro anni fa ed è stato amore a prima vista. Semplicemente mi si è rivelato il nome di ciò che già custodivo nel cuore e che mi apparteneva, come desiderio e progetto: l’essere di Dio e per Dio nella Chiesa e nella società. Quando incontri Dio, non puoi più farne a meno e impari che solo la relazione con lui, vissuta in modo esclusivo e totale, ti rigenera ogni giorno. Come in ogni relazione d’amore, sopporti anche i silenzi, i momenti di deserto e di buio, i dubbi, i tuoi limiti e le tue fragilità, ma rimani. Questa consacrazione non è un atto personale, ma un dono che ricevo dalla Chiesa e per la Chiesa, che mi ha generato, custodito, fatta crescere e amata e che vorrei continuare a servire in ciò che il vescovo mi affiderà».

Simona ha 48 anni e lavora al Centro Servizi di Baggiovara: «Da alcuni anni – spiega la donna della parrocchia della Madonnina – ero in ricerca vocazionale per capire cosa Dio volesse da me. Ho fatto tante esperienze di vita religiosa che mi sono servite per crescere e arricchirmi nella fede.

Quando ormai non me lo aspettavo più, ho ricevuto la chiamata

 

del Signore e ho capito che mi voleva consacrata laica nel mondo, a servizio della chiesa locale e della parrocchia in cui vivo, aiutando chi ha bisogno nelle piccole cose quotidiane, ma soprattutto con la preghiera e il rosario».